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Sulla via di Damasco

​Nel 1955, dopo che la Siria si era liberata dal mandato francese che per alcuni decenni ne aveva condizionato la vita politica e sociale, le tracce della cultura occidentale erano ancora ben radicate e presenti, lasciando sul terreno tutta una serie di consolidate abitudini. Soprattutto nella capitale Damasco.
L’apertura alla cultura francese aveva tracciato percorsi ricchi di risorse economiche che continuavano a condizionale, influenzare e contaminare le tradizioni siriane; evidenti segni della sua presenza, Nicola Sansone li identifica e fotografa nelle “reclame”, come amava definirle lui, dei grandi film europei e americani che continuavano a proporre un genere di vita più moderno e contemporaneo.
Lo sfruttamento della presenza straniera e, in particolare, quella militare era ancor più evidente in un quartiere riservato alla prostituzione dove, con scritte in francese rievocanti luoghi e denominazioni d’oltralpe, il commercio del sesso era pienamente organizzato. Su questo quartiere Nicola Sansone ha lavorato, durante il suo breve soggiorno in Siria, restituendoci un’immagine di vita dalla notevole valenza sociale e storica.

 

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