Lo sguardo su un paese tra modernità e arretramento.
Sono gli anni del boom economico, con un’Italia che si presenta tra stridenti contrasti: da una parte la voglia di uscire dalle ferite di una guerra appena passata e dall’altra il legame ancor presente di una mentalità chiusa e poco disposta a arrendersi di fronte all’esigenza di modernità.
Ma il benessere economico e i nuovi miti di una società che vede nel miracolo italiano il proprio riscatto, determinano un cambiamento epocale nel modo di vivere di una parte della popolazione. Le case cominciano a riempirsi di oggetti che rappresentano la nuova condizione sociale e nasce il concetto di “tempo libero” che diventa uno dei fulcri innovativi del costume nazionale.
La gente scopre il piacere di viaggiare, seppure in ristretti confini e le vacanze al mare non sono più un miraggio, il cinema diventa protagonista, insieme all’avvento della televisione, del passatempo degli italiani che sognano, dopo aver acquistato i primi elettrodomestici, la mitica Fiat 600. Nascono le prime rivalità, la Vespa o la Lambretta, Coppi o Bartali, Sofia Loren o Gina Lollobrigida.
Ma è un fenomeno che investe soprattutto il Nord dell’Italia, industrialmente e economicamente più avanzato del Sud.
Di questi fermenti Nicola Sansone sa rendersi puntuale e colto interprete, con un racconto mai banale e capace di coglierne i passaggi più significativi.
